La terapia della Sindrome del Tunnel Carpale (stc) può essere conservativa o chirurgica. Secondo le indicazioni dell'American Accademy of Neurology (AAN,1993), il trattamento conservativo è da tentare se non ci sono deficit della forza o della sensibilità o severe anomalie all'esame EMG/ENG. E' importante, comunque, non operare il paziente troppo tardi , in quanto possono permanere esiti; il paziente in terapia conservativa deve pertanto essere controllato.
A) Terapia conservativa:
· Talvolta è sufficiente cambiare modalità di svolgimento dell'attività lavorativa per avere un miglioramento
· Ultrasuoni, ionoforesi, laser: possono migliorare i sintomi , ma non agiscono sulla causa della Sindrome (ripetute e prolungate flesso-estensioni del polso)
· farmaci antinfiammatori non steroidei e steroidei: hanno efficacia scarsa o limitata nel tempo;
· infiltrazioni: efficaci sui sintomi, ma con dimostrato danno fibrotico del nervo e con rischio di posticipare troppo l'intervento;
· stecche per il polso (splint): efficaci ma poco tollerate, solitamente usate solo di notte e che pertanto non incidono sulla causa della sindrome.
· nuovi sistemi di immobilizzazioni dinamiche del polso “Policarpal” risultano promettenti, agiscono limitando la flesso-estensione del polso, senza bloccarlo e permettono il normale uso della mano (anche opposizione del pollice) per cui possono essere utilizzati anche di giorno oltre che durante la notte come gli splint.
B) Terapia chirurgica
Terapia chirurgica. L'intervento prevede il taglio del legamento trasverso del carpo (tetto del tunnel carpale), talvolta associato a una neurolisi. Può essere effettuato con tecnica tradizionale o endoscopica. in anestesia locale o brachiale, mediamente con convalescenza di circa 2-3 settimane giorni, un po' più breve se effettuato in via endoscopica, tuttavia non sembrano esserci criteri univoci per scegliere l'uno o l'altro tipo di intervento.
La STC è una malattia invalidante che interessa l'arto superiore ma la cui prognosi è ottima sia per la scomparsa dei disturbi della sensibilità che per la ripresa completa dei movimenti della mano, se il paziente dopo essere stato inquadrato con l'elettromiografia, laddove indicato, venga sottoposto per tempo all'intervento chirurgico.